Quino

"Il guaio della grande famiglia umana è che tutti vogliono essere il padre"

 

Mafalda

Quino un'autobiografia

Un negro si lamentava sulla riva del mare:
"Pur di essere bianco sarei anche catalano."

Cullato da questa ninna nanna nasce, nel 1932, a Mendoza (Argentina) un bambino di nome Joaquín Salvador Lavado Tejón "Quino", da genitori andalusi. Siccome i genitori sono spagnoli, "tutti gli spagnoli sono brava gente". All'età di quattro anni (1936) il piccolo Quino scopre che sono saltati fuori degli spagnoli cattivissimi, che stanno uccidendo gli spagnoli buoni. Tedeschi, italiani, preti e suore sono gente cattivissima perché stanno dalla parte degli spagnoli cattivi. Ci sono invece dei catalani che hanno smesso di essere cattivi e aiutano gli spagnoli buoni. 1939: terribile! Hanno vinto i cattivi. Ma il piccolo Quino ormai va a scuola e lì impara che quelli veramente buoni sono gli argentini. Per cercare di capire un po' tutto questo, il piccolo Quino si mette a disegnare, in silenzio. Parlando si rischia di dire cose sbagliate sul bene e sul male. Verso la fine del 1939 il panorama si complica: gli inglesi, che erano cattivissimi perché avevano rubato le Malvinas e Gibilterra, adesso sono buoni perché difendono il mondo dall'aggressione tedesco-italo-nipponica (1941). Anche i nordamericani sono buoni. Nel 1945 Quino comincia a studiare disegno alla Scuola di Belle Arti di Mendoza. Nel 1954, dopo aver imparato che italiani, tedeschi e giapponesi non sono poi tanto cattivi e che inglesi, nordamericani e francesi non sono tanto buoni, si trasferisce a Buenos Aires dove inizia a pubblicare i suoi disegni umoristici. Nel 1960 sposa Alicia, di origine italiana, e scopre la bontà di quella brava gente. La sua carriera di disegnatore umoristico si afferma con Mundo Quino (1963), il suo primo libro di vignette, e nel 1964, con l'invenzione di Mafalda, una bambina che cerca di sciogliere il dilemma di chi è buono e chi è cattivo in questo mondo.


Ultima uscita
Mafalda intégrale
Data pubblicazione: 2018
Editore: édition Glénat (Francia)
Pagine: 696
Altri lavori